Ôªø Piano B
26 febbraio, 2006,15:11
Esagero: faccio un appello a tutti i bloggers.
Leggo questo post sul blog di Lia e mi viene, come un lampo, l'idea dell'acqua calda.
Nell'epoca della comunicazione in rete, nell'epoca dei bloggers che "fanno informazione senza confini" ecc. ecc. c'è un buco grande quanto mezzo mondo.
Manca tutta la voce del mondo arabo/persiano.
E non perché, come molti sembrano convinti, quelle popolazioni vivano all'età della pietra e comunichino solo con grida inarticolate: l'Iran, il Medio Oriente, persino il disastrato Iraq sono pieni di bloggers e forumisti che chiacchiarano incessantemente online proprio come noi.
Il dramma è la lingua. L'enorme differenza linguistica e di scrittura ci lascia lontani come se fossimo nel '500. E ci lascia, noi che amiamo andare in fondo alle notizie e cercare la verità, facile preda dell'informazione tradizionale, al massimo mediata da qualche anglosassone di buona volontà che spulcia su Al Jazeera.

Io voglio parlare con il blogger iraniano o iracheno esattamente come parlo con l'italico o l'americano. Voglio sapere da loro e non dal TG cosa succede nei loro Paesi, cosa dicono i loro colleghi di ufficio, le vicine di casa, le TV locali.
A questo punto diventa indispensabile comunicare con loro, formare una rete: altro che scontro di civiltà.

Qui il mio appello:

A tutti i bloggers che conoscono l'inglese, il francese e l'arabo.
Segnalate blogs o forum arabi/persiani di residenti IN LOCO (non l'iracheno che blogga da Boston) che accettino/capiscano/scrivano lingue quali l'inglese o il francese, in modo da poterli contattare ed iniziare un dialogo, formando una Rete internazionale che bypassi il muro linguistico e contribuisca ad un'informazione di prima mano... da bloggers insomma.
Facciamone un elenco da pubblicare nei nostri blogs e da pubblicizzare in siti/blogs appositi.


Offro il mio blog, e i suoi quattro gatti di lettori, per iniziare la raccolta.
Se siete d'accordo, vi prego di diffondere l'appello il più possibile e di iniziare questa certosina ricerca.
E' ora di finirla con lo scontro di civiltà. O almeno, prima di scontrarci, parliamone con loro.

Un abbraccio

Piano B
 
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25 febbraio, 2006,00:24
Un posto per sognare.
Oggi vi segnalo questo.

Dedicato al mio amico il contadino.
 
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23 febbraio, 2006,13:39
Ecco perché non si comprano polli. Non ci vuole un genio.
Siamo costretti a sorbirci ogni giorno conduttori del TG che mangiano petti di pollo tra un servizio e l'altro, comizi elettorali che si concludono con offerte pubbliche di ali arrosto, alte cariche dello Stato che sventolano cosce alla griglia in faccia alle telecamere. Tutto ciò perché l'italico popolo bue non vuol capire che il pollo italiano è sano, è controllato, l'influenza aviaria ce l'hanno si e no tre cigni selvatici e le probabilità di finire a letto per una coscia di pollo sono inferiori a quelle di essere sequestrati da un commando sciita a Roccacannuccia di Sotto.
Insomma, gli italiani sono irrimediabilmente idioti: e il nostro governo, che ne è perfettamente consapevole visto che punta la propria campagna elettorale proprio su questa caratteristica, non sa più come fare a convincerci.
Ma io so perché gli italiani si ostinano a non comprare i sicurissimi polli. Il governo non lo sa, ma io sì. E forse, a pensarci bene, anche voi.
Ricordate, nel Novembre scorso, una serie di servizi ai vari TG nazionali, che raccontavano di interi container sequestrati provenienti dalla Cina, e carichi di polli surgelati mezzo andati a male? Migliaia di polli cinesi maleodoranti destinati al consumo italiano.
Non lo ricordate? Le massaie italiche lo ricordano invece benissimo. E si chiedono: se quei polli clandestini fossero finiti sul banchi dei supermercati o delle macellerie, che etichetta avrebbero avuto? "Pollo cinese surgelato andato a male"? Oppure "100% pollo italiano sicuro e garantito"? La seconda che ho detto, scommetto qualsiasi cosa.
E si chiedono altresì: quanti altri container di polli cinesi abbiamo già ingerito senza il previo intervento della Finanza? Quanti container di polli misteriosi passano ogni giorno le nostre frontiere e finiscono, opportunamente rietichettati, nel nostro frigo?
Le massaie italiche sanno di vivere in Italia, Paese popolato al 90% di italiani. Per questo non si fidano del pollo "italiano": perché, essendo commercializzato da italiani, può accadere che proprio italiano non sia.
 
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15 febbraio, 2006,23:52
Balle spaziali.
Dal Corriere della Sera del 14.02.2006:

"Contestualmente al programma atomico, gli iraniani lavorano sodo per aumentare la capacità missilistica. (...) Nel 2001 hanno inoltre acquistato in Ucraina una dozzina di missili da crociera X55, con raggio di 2500 chilometri. Per il futuro — di nuovo con la collaborazione della Corea del Nord — vogliono dotarsi dello Shahab 4 (quasi 3 mila km di raggio) e di un vettore strategico che potrebbe raggiungere le coste orientali degli Stati Uniti."

Chissà se hanno passato l'antiruggine ai dodici micidiali missili ucraini. E chissà se l'avanzatissima tecnologia nordcoreana, mentre realizzava missili strategici spaziali in grado di colpire Boston, è riuscita nel frattempo a trovare un modo per liberare dalle lumache che l'infestano quella penisola abbandonata da Dio.
 
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08 febbraio, 2006,10:01
Rivolte islamiche: guardate il TG.
Non c'è bisogno di teorie del complotto, basta guardare BENE il TG.

Io guardo il TG come la maggior parte degli italici. Ma provo a guardarlo senza subire supinamente il blabla di commento, osservando attentamente le immagini.
Si scoprono un sacco di cose dalle immagini.

Esaminiamo quelle delle manifestazioni islamiche antioccidentali. Guardate bene: si vedono i folli fondamentalisti bruciare bandiere, urlare come ossessi, arrampicarsi sui cancelli delle ambasciate, brandire bastoni... ma intorno a loro, praticamente un cerchio fittissimo di fotografi e cameramen che scattano a riprendono all'impazzata. Si vedono tanti di quei lampi di flash che neanche a Sanremo.
Allora vien da pensare:
- I fondamentalisti che assaltano le ambasciate saranno neanche una cinquantina per volta, dato che nell'immagine rientrano benissimo tutti i fotografi intorno.
- I fondamentalisti saranno sì con la bava alla bocca per l'odio antioccidentale, ma non sembrano infuriarsi per essere oggetto di tanta attenzione da parte di decine di fotografi europei che tranquillamente fanno il loro lavoro senza paura di mazzate.
- I fotografi evidentemente stazionano davanti alle ambasciate che neanche l'esercito: come fanno altrimenti a sapere, tutti insieme, il momento giusto dell'assalto?
- Il fondamentalista che brucia la bandiera ripreso in primo piano lo fa apposta per la telecamera, insomma praticamente una specie di Grande Fratello versione "scontro di civiltà", e non pare desideroso di uccidere l'operatore in quanto nemico giurato.

Ma a voi tutto ciò non vi fa sentire un pochino presi per il culo?
 
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05 febbraio, 2006,22:17
Abbi dubbi: il sacerdote ucciso in Turchia.
Secondo la testimonianza di un altro sacerdote italiano in Turchia, il sacerdote ucciso si occupava di prostituzione ed era da tempo nel mirino dei clan mafiosi locali.
Con la mafia ci "conviviamo" da sempre, e sappiamo che spesso approfitta dei disordini nati per tutt'altri motivi per liberarsi dei propri nemici. Intanto, la stampa italica continua a soffiare sul fuoco della guerra di religione... richiamando contemporaneamente al senso di responsabilità.
 
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