Ôªø Piano B
12 ottobre, 2005,09:57
Una bistecca, cinque pagnotte.
La scelta vegetariana sta diventando un obbligo morale, specialmente per chi si preoccupa delle sofferenze della specie animale "homo sapiens". Il 70% dei cereali prodotti nel mondo sono usati per gli animali da allevamento: potrebbero nutrire oltre un miliardo di persone; la terra necessaria a produrre un chilo di carne potrebbe produrre 150 chili di patate; sono stati già distrutti oltre 100 milioni di ettari di foresta pluviale per fare posto ai pascoli; qualora tutti gli esseri umani diventassero vegetariani, il petrolio durerebbe venti volte di più e si avrebbe una diminuzione straordinaria dell'inquinamento. Questa faccenda sta diventando delirante. Non si capisce che bisogno ci sia di mangiare carne tutti i giorni, soprattutto quando è dimostrato che i vegetariani campano in media 6 anni di più. Diceva Rudolf Steiner, che aveva parlato di "mucca pazza" nel lontano 1923, che l'ingerire vegetali e trasformarli in carne (la nostra) è un'operazione che ci rafforza e ci dona salute. Oltretutto, la carne che troviamo nel piatto ha talmente poco di naturale, tra ormoni, antibiotici e persino olii esausti (con cui vengono nutriti i polli), che faremmo prima a mangiarci un pezzo di polistirolo.
 
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