Ôªø Piano B
30 settembre, 2005,10:42
Un sacco di patate.
Questo a sinistra è il sacco di patate che sta crescendo sul mio terrazzo di città (dietro si vedono i vasi delle cime di rapa e sullo sfondo una foglia di peperone). Quest'estate pomodori pachino e zucchine hanno imperversato alla grande, malattie comprese: non ho spruzzato niente, altrimenti che gusto c'è? Tanto vale comprarli al supermercato. Lo scopo di tutto ciò non è ovviamente riempirsi la pancia, il "raccolto" è talmente piccolo, ma solo auto-impartirmi una lezione su come si produce il cibo. Noi umani dell'era petrolifera non ne abbiamo la più pallida idea, crediamo che l'insalata cresca nel reparto ortofrutta del Carrefour. Inoltre, la soddisfazione di mangiare roba coltivata con le tue mani, che ha un sapore assolutamente incredibile, e non è stata fertilizzata o spruzzettata con nulla, è una sensazione che non ha eguali. Consiglio a tutti i cittadini di provare: non si fa nessuna fatica coltivando su questa scala, e si gode alla grande pensando a tutti i veleni che si evitano anche con quel poco che si fa crescere. Oltretutto, con la crisi energetica imminente, non è male saper tirare su qualcosa e organizzarsi un orto in terrazza... non per essere pessimisti, ma ricordate tutto quel che escogitavano i nonni durante la guerra?
 
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27 settembre, 2005,14:42
Superdome: solo 6 morti, nessuno ammazzato
Come volevasi dimostrare. Le notizie sul terrore al Superdome di New Orleans erano false e probabilmente anche tendenziose. Come riportato nell'articolo uscito sul Seattle Times, lo staff medico entrato al Superdome era pronto a raccattare decine di cadaveri, e invece se ne è trovati di fronte soltanto sei: un suicida, uno morto di overdose, e quattro per cause naturali (infarti o altro). Nessuna traccia di morti ammazzati.
The vast majority of reported atrocities committed by evacuees — mass murders, rapes and beatings — have turned out to be false, or at least unsupported by any evidence, according to key military, law-enforcement, medical and civilian officials in positions to know.
A questo punto viene da chiedersi perché è stato tanto strombazzato il macello del Superdome, in cui bande di delinquenti (naturalmente neri) sgozzavano e violentavano chiunque capitasse loro a tiro per rubargli cibo o soldi. A chi conveniva far passare i cittadini come bestie assatanate? A chi conveniva propagandare uno stato di guerriglia, che giustificasse l'invio di soldati (naturalmente mercenari)?
Aspettiamo con ansia che questa importante notizia venga data dai nostri telegiornali.
 
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,11:53
La doccia dell'imperatore
Stai per uscire, decidi di farti una doccia. Apri l'acqua calda, se lo scaldabagno è a gas approfitti nel frattempo per accendere il caldobagno: ci vuole una temperatura tropicale, o si rischia il raffreddore. Ti spogli, entri nella cabina (magari idromassaggio?). L'acqua scorre, prendi lo shampoo volumizzante all'estratto di geranio, e ti lavi i capelli. Poi, immancabile, il balsamo districante alle proteine della seta. Ti pettini, ti risciacqui mentre l'acqua calda continua a scorrere. Ora, con il bagnodoccia fresco alpino ti dai una bella lavata, se sei una femminuccia approfitti per fare anche lo scrub gommage ai microgranuli, mentre se sei maschietto ti fai la barba col rasoio a pile waterproof. Finalmente chiudi l'acqua, ed esci godendoti il caldo dei tropici. Metti l'accappatoio riscaldato sul radiatore, ti asciughi, poi col phon a quattro velocità asciughi i capelli. Se sei femminuccia, una bella passata di body cream al miele, mentre da maschietto usi il fondamentale dopobarba lenitivo. Ti rivesti, e magari dimentichi acceso il caldobagno mentre esci verso la tua serata. Senza pensare neppure per un attimo che, per lusso e consumo di risorse, neanche l'imperatore Tiberio nella sua villa di Capri poteva permettersi una doccia così.
 
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25 settembre, 2005,14:57
Operazione Sfoltimento Umanità (ma io non ci credo...)
Sempre a proposito di influenza dei polli. Uno scrittore di fantascienza italiano, Roberto Quaglia, (misteriosamente assente dalla Rete da due anni), ha scritto un pezzo nel 2003 che lascia a bocca aperta. Pubblicato come pezzo di apertura sul celebre libro "Tutto quello che sai è falso", trattava in chiave fantascientifica l'11 settembre e tutto quel che ne consegue... una bella teoria della cospirazione, insomma. La parte più interessante è quella che parla dell'Operazione Sfoltimento Umanità (la trovate qui): Roberto fa immedesimare il lettore in un personaggio che vive nella stanza dei bottoni, e lo conduce piano piano al Piano B che risolverà i problemi mondiali, ovvero una bella ripulita grazie ad una pandemia creata ad hoc. Magari partendo da un virus dei polli... Lettura affascinante, visto che fin dai tempi di "Limiti alla crescita" si sa che il pianeta ospita circa 2 miliardi di persone di troppo. Ma la soluzione prospettata da Quaglia (e non solo da lui, visto che in Rete si sprecano le insinsinuazioni su origine e scopi dell'influenza aviaria), è abbastanza implausibile, per fortuna. Anzitutto, un virus non ha preferenze: e non è detto che faccia fuori noi inutili lasciando vivo chi conta. Insomma, colpisce random. E anche qualora chi conta abbia un vaccino segretissimo (anche questo si ipotizza in giro), cosa se ne farebbe di un mondo praticamente distrutto? Inoltre, se certe raffinatissime menti hanno concepito una virus a bassa intensità, ovvero un virus selettivo destinato a far fuori solo i rompiscatole su base genetica, il risultato potrebbe non essere sufficiente a riportare il pianeta a livelli di sostenibilità. Insomma: i virus creati in laboratorio esistono, ma bisogna essere veramente ottusi per pensare di risolvere i problemi planetari con una dose di epidemia. E i nostri governanti non sono così sciocchi, nevvero?
 
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23 settembre, 2005,12:59
Arriva Rita: facciamo il pieno?
La farfalla sbatte le ali nel Golfo del Messico, e da noi a migliaia di chilometri di distanza arriva la tempesta. Dieci giorni fa l'uragano Katrina ha colpito la Louisiana, e la benzina è schizzata a 1,35. Stavolta, se Rita non decide di fare una curva a sinistra o non si indebolisce notevolmente, è destinata a fare molti più danni di Katrina. La zona di Galveston, in Texas, e circondata da circa il quadruplo delle raffinerie rispetto alla Louisiana. Le previsioni attuali indicano una distruzione delle forniture petrolifere statunitensi pari al 70% circa nei primi dieci giorni dopo l'uragano. Il consiglio? State dietro alla progressione di Rita. Se mantiene una forza di almeno categoria 4, e l'occhio colpisce la zona tra Galveston e il confine con la Louisiana, allora fate il pieno alla vostra stufa, cercando il benzinaio più economico dei dintorni: ci sono buone possibilità che la settimana prossima la verde arrivi nuovamente a toccare 1,35 se non addirittura 1,40. O sarà ora di comprare la bicicletta?
 
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21 settembre, 2005,14:36
Quanto petrolio ha già consumato un'auto nuova?
In un momento di crisi energetica, con la disponibilità di petrolio che va diminuendo in tutto il mondo ed il prezzo che sale di conseguenza, la più grossa cretineria che si possa fare è comprare un'auto nuova. I motivi sono molteplici. Anzitutto, è meglio stare alla larga il più possibile dai debiti; secondo, nel giro di due o tre anni per la maggior parte di noi sarà semplicemente impossibile pagare un pieno, e dovremo ricorrere ai mezzi pubblici, agli scooter o alle biciclette. Cosa ne faremmo allora di un'auto pagata una follia, con soldi che sarebbero potuti essere impiegati più utilmente altrove? Ma esiste anche un altro motivo per non acquistare più auto nuove: forse non tutti sanno che un'auto appena uscita dalla fabbrica ha già consumato tanto petrolio quanto ne consumerà per il resto della sua vita sulle strade. Petrolio servito per estrarre le materie prime necessarie, trasportarle in fabbrica, produrre le plastiche e le vernici, alimentare la catena di montaggio, trasportare le auto dai rivenditori. Tanto petrolio quanto ne metterà, in seguito, il proprietario nel serbatoio.
Forse sarebbe il caso di cominciare a risparmiarlo per usi migliori, quali i fertilizzanti per l'alimentazione umana o la produzione di elettricità. Le auto usate servono egregiamente allo scopo, e fra tre o quattro anni potremo buttarle via senza toppi rimpianti. Gli svedesi già lo fanno: in uno dei Paesi più ricchi del mondo ogni cittadino usa la propria macchina per dieci o quindici anni, senza sentirsi un povero sfigato. Sarà perché sono più saggi di noi, o perché producono Volvo anziché Fiat?
 
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18 settembre, 2005,13:34
Influenza: i polli siamo noi.
Gli scienziati annunciano pandemie con milioni di morti, quando il virus non ha ancora mostrato di trasmettersi da uomo a uomo. Il ministro Storace tranquillizza la popolazione parlando di 35 milioni di dosi di un vaccino che non esiste. Il Messaggero di ieri titola ignobilmente "Influenza dei polli: meglio vaccinarsi." Insomma, come ogni anno si dà il via alla campagna pubblicitaria nazionale per vendere i vaccini anti influenza a noialtri polli da spennare. La (voluta) confusione che si sta facendo tra influenza aviaria, influenza comune, vaccino per l'una o per l'altra ha un solo scopo: spaventare la popolazione ed indurla a ricorrere al solito vaccino in vendita nelle farmacie da ora a dicembre. E da ora a dicembre, infatti, si assisterà ad un continuo battage pubblicitario su tutti i TG per promuovere il vaccino anche a chi deve pagarlo, ovvero le categorie non a rischio. Quanto all'influenza aviaria, non esiste alcun vaccino. Si sta sperimentando, ma non sarà propnto prima di sei mesi. Poi, ce ne vorranno almeno altri tre o quattro prima che sia disponibile, e comunque non lo sarà mai per tutti: ci sono buone chances che, se non siamo poliziotti, politici o medici non saremo mai vaccinati. La campagna di propaganda al vaccino è quindi solo un'altra ignobile scusa per vendere. L'influenza dei polli è quella che esercitano su noi, per spaventarci e farci spendere soldi inutilmente: ma in fin dei conti, è così che si fa il business, ultimamente, nevvero? Coccodè!
 
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14 settembre, 2005,11:55
La Virgin compra raffinerie
Questa è proprio una bella idea. Secondo una notizia finanziaria, la compagnia aerea Virgin avrebbe intenzione di comprarsi una raffineria. Conoscendo la disperata situazione delle compagnie aeree in un tale momento di crisi energetica, verrebbe da dire che forse farebbe meglio a comprarsi direttamente un pozzo. Però, probabilmente, l'intenzione è quella di raffinare il proprio carburante risparmiando, e poi eventualmente rivendere il surplus guadagnandoci sopra. Insomma, l'idea non sarebbe neanche male: peccato sia arrivata con 10 anni di ritardo. Certi top manager sanno vedere l'albero, ma non riescono proprio a vedere la foresta.
 
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09 settembre, 2005,16:43
Biodiesel e biotech: patto con il diavolo
L'ultima puntata di Quark, ieri sera, ha parlato di sementi OGM. Ma ha inserito, all'interno del servizio, il racconto di come in Brasile si trasformino i vegetali in alcool e carburanti per i motori... un'idea davvero geniale per risolvere i futuri (e presenti) problemi energetici. Noi passivi telespettatori assorbiamo le informazioni. Ma poco dopo, sorge spontanea la domanda: "Cosa c'entrano le sementi OGM con il biodiesel e la crisi energetica?". Piero Angela si sarà sbagliato. Oppure, i nostri media ci stanno semplicemente preparando, nel solito modo subdolo, a qualcosa che sta per pioverci sulla testa (insieme agli ettolitri di pioggia che ci toccano ogni giorno intorno alle 16). Cambiamo apparentemente discorso, come fa Quark, e torniamo al G8 tenuto in Scozia e subito nascosto dai tragici fatti di Londra. In quell'occasione, rifiutando per l'ennesima volta gli accordi di Kyoto, Bush
annunciò
che la tecnologia avrebbe risolto il problema dell'inquinamento, salvando al contempo l'economia. Qualche maligno ha insinuato che in realtà, quel che gli Stati Uniti stanno covando in risposta alla crisi energetica, non è altro che un modo per risuscitare l'agonizzante industria biotech: produrre sementi in grado di offrire raccolti destinati a finire nei serbatoi delle nostre automobili. Grande idea, nevvero? Possiamo immaginare che razza di schifezze OGM verranno prodotte, visto che non dovremmo neppure mangiarcele. Ma la cosa divertente è che il massacro dell'ambiente non servirebbe a nulla, visto che secondo recenti ricerche l'energia prodotta dai vegetali sarebbe comunque inferiore all'energia immessa. In parole povere: se dobbiamo coltivarli col trattore, dargli i fertilizzanti, trasportarli in giro con navi e cisterne, questi biodiesel non sono per niente convenienti. Se questo è il Piano B, poveri noi.
 
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06 settembre, 2005,12:29
Soccorsi a New Orleans: ritardo deliberato?
No, sui forum e blogs americani nessuno (o quasi) insinua che l'uragano Katrina sia stato provocato da segrete armi sperimentali, o che la città sia stata "preparata" per un disastro. Più di qualcuno, però, sostiene che i ritardi nei soccorsi siano tutt'altro che casuali. Testimonianze di soccorritori affermano che tutto era pronto per entrare nella città fin dal primo giorno, e sono stati costretti ad attendere un ordine di intervento dall'alto che è arrivato solo 4 giorni dopo. Ma perché ritardare deliberatamente? Certamente non per fare un ripulisti di cittadini indesiderati, come altri avventatamente sostengono, visto che comunque il numero di vittime non soddisferebbe tali diabolici disegni. Qualcuno ravvisa il tentativo, da parte del governo americano, di cogliere un'opportunità unica: quella di vedere dal vivo ciò che viene costantemente studiato nei vari modelli di probabilità. Cosa accade in una città abbandonata a se stessa? Come si sviluppa la reazione di una popolazione gettata in un'anarchia a causa di un disastro, un bombardamento, oppure più probabilmente... una distruzione improvvisa delle risorse? Ebbene, adesso lo sanno:
Giorno 1) Choc e disperazione
Giorno 2) Cominciano i saccheggi
Giorno 3) I più deboli cominciano a morire
Giorno 4) Iniziano le uccisioni e le rivolte
Collateralmente, hanno scoperto anche che le forze dell'ordine disertano, si suicidano o si alleano ai "rivoltosi".
L'esperimento è sicuramente stato interessante, per chi l'ha messo in atto. Un po' meno per i topi da laboratorio a cui non è stato chiesto il permesso.
 
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04 settembre, 2005,23:21
USA senza benzina: ma non è una notizia
Secondo Gaspricewatch, la principale risorsa per conoscere il prezzo della benzina in tutti gli Stati USA, e secondo migliaia di blogs e forum in giro per la Rete, il prezzo della benzina in America è lievitato di oltre un dollaro nell'ultima settimana... e questo significa un aumento di quasi il 50%. Inoltre, molte stazioni di servizio in tutto il Paese sono rimaste completamente a secco, e non si può prevedere quando saranno rifornite, mentre la gente sta riempiendo taniche, serbatoi e persino bottiglie per la paura di rimanere senza benzina. Insomma, il quadro è quello di una notizia da prima pagina. Invece i nostri media tacciono vergognosamente sull'argomento. Perché? La solita scusa di non creare panico? Temono che anche noi, con la benzina ad un equivalente di $6 dollari al gallone, il doppio che negli USA, corriamo a fare il pieno? Non è questo il problema. Il problema è che ogni notizia riguardante il petrolio deve essere doverosamente filtrata, controllata, ammorbidita, o meglio ancora taciuta.
 
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